Ma è vero che tagliando la gamba si salva il corpo?

RAPPRESENTANTI DEI VIAGGIATORI
alla Conferenza Regionale del Trasporto Pubblico Locale
Regione Lombardia
COMUNICATO STAMPA

Ma è vero che tagliando la gamba si salva il corpo?
Si è tenuto ieri sera l’atteso incontro tra Regione, Trenord, RFI, Enti locali, Agenzie di Bacino ed i rappresentanti di pendolari, utenti e consumatori e relativo al quadrante territoriale nord (linee ferroviarie Seveso-Asso, Monza e Brianza, Como, Lecco, Sondrio).

Alla riunione erano presenti l’assessore Terzi e l’ad di Trenord, dott. Piuri. Il dott. Piuri ha
sinteticamente illustrato, per la prima volta ai rappresentanti dei viaggiatori e dei pendolari, il cd “Piano di Emergenza” predisposto da Trenord per ridurre i disagi dovuti principalmente alle soppressioni delle corse sulla rete, nonché alcuni altri tagli e/o limitazioni ai fini di migliorare la fluidità della circolazione su alcune linee critiche, come la S9.

Nel merito dei tagli al servizio, questi riguarderebbero circa il 5% della produzione, il 7,14% delle corse feriali e ben l’11,03% delle corse festive. Come noto, a detta di Regione e Trenord questi tagli salvaguardano la gran parte dei pendolari, ma, in questa operazione in cui si taglia la gamba per salvare il corpo, vi sono situazioni personali anche di grande criticità sociale.

I treni attesi o promessi da Trenitalia sarebbero 14, di cui solamente 3 ad oggi in servizio su Trenord. Sul materiale rotabile di provenienza da Trenitalia in realtà l’esposizione non è stata chiara ed univoca, come in merito agli arrivi di ulteriore materiale rotabile nuovo. In definitiva, ha affermato Piuri, il sistema non tornerebbe pienamente a regime prima di 24/36 mesi.

Rispetto alla richiesta in merito all’esistenza di un Piano Operativo per affrontare l’inverno al di là di questi tagli, la risposta avuta è stata del tutto insoddisfacente ed abbiamo capito che di fatto non esiste un programma preciso. In pratica ciò significa che si naviga a vista.

Nel nostro giudizio complessivo sull’esito del Tavolo non si può ignorare una costante assenza dell’interlocutore che rappresenta la metà dei disservizi e delle soppressioni, ovvero i gestori dell’infrastruttura, evidentemente legati a schemi comunicativi che non rassicurano certo sulla capacità ad attuare e mettere in pratica soluzioni di breve periodo per volte ad incrementare la capacità del sistema e fluidificare la circolazione.

In estrema sintesi, a noi però sembra che la cura proposta non sia equa rispetto agli obiettivi che si intende raggiungere. Si può stimare, infatti, che, sommando al 7% delle soppressioni del Piano, lo “zoccolo duro” delle rimanenti soppressioni, la dura realtà è che Regione e Trenord stiano programmando scientemente la cancellazione di circa l’11% dei servizi feriali e di oltre 250 corse al giorno. Questo a fronte di soppressioni che, ad oggi, giornalmente sono pari a meno della metà di quella cifra. Veramente viene da domandarsi se la cura non sia peggiore del malanno, per quanto grave, che subiamo sulla nostra pelle ogni giorno.

A ciò va aggiunta l’impossibilità materiale che le corse sostituite con autobus abbiano dei tempi di percorrenza accettabili e la piena applicazione di quanto previsto dalla L.R. 6 in termini di affidamento ed autorizzazione dei servizi di TPL da parte delle Autorità preposte, con particolare riferimento agli aspetti concernenti la sicurezza dei viaggiatori, la conformità di percorsi, l’accessibilità delle fermate e l’informazione al pubblico.

Sottolineiamo anche il fatto che, se il contratto di servizio in essere fosse pienamente applicato, Trenord il prossimo anno andrebbe incontro ad un tracollo economico a causa delle penali e della diminuzione del corrispettivo, che, per una azienda qualunque, significherebbe il fallimento. Per evitare ciò vi è il rischio di una ricontrattazione del Contratto di Servizio al di fuori di ogni controllo, con la Regione che rinuncia alla funzione di Ente Regolatore.
Chiediamo che, in ogni caso, il probabile minore esborso di Regione vada devoluto innanzitutto a favore degli utenti più svantaggiati dal Piano di emergenza e, magari, anche per potenziare il sistema con interventi urgenti.

Quanto ci è stato detto ieri sera, non è dunque certo sufficiente per creare un clima di rinnovata fiducia tra gli utenti e chi gestisce e programma i servizi ferroviari, né in termini di dati ed informazioni, né in termini di soluzioni operative.

Ci auguriamo però che alle timide dichiarazioni di apertura ad un confronto ed all’ascolto, anche con scadenze ravvicinate (prima di Natale e a fine gennaio) per la verifica degli effetti del Piano e delle altre azioni in atto, ma ancora non chiaramente definite, da parte di Regione e Trenord, seguano dei fatti concreti in tale direzione.

Attendiamo pertanto l’esito dei successivi tavoli di quadrante.

Aggio Franco, Dahò Giorgio, Lorenzi Stefano, Mambretti Matteo, Salmoiraghi Sara
Milano, 28 novembre 2018