{"id":623,"date":"2016-06-22T23:30:02","date_gmt":"2016-06-22T21:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/?page_id=623"},"modified":"2016-06-22T23:32:54","modified_gmt":"2016-06-22T21:32:54","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<p>LINEA FERROVIARIA COMO-LECCO<br \/>\nCENNI STORICI<\/p>\n<p>Nel 1873 Provincia di Como finanzi\u00f2 uno \u201c<em>Studio sulle linee ferroviarie che avrebbero potuto soddisfare i crescenti bisogni di mobilit\u00e0 della popolazione e le esigenze delle sue industrie e del suo commercio\u201d<\/em>.<br \/>\nSulla base di questo bando si confrontarono diverse cordate di progettisti, variamente sorretti da comitati locali.<br \/>\nUna efficace sintesi si trova in un documento di uno dei protagonisti, l\u2019ing. Luigi Tatti, il quale nel 1880 commenta e confronta il suo progetto con quello dei concorrenti <em>\u201c\u2026 sono segnati con chiarezza gli andamenti delle <strong>tre linee studiate<\/strong>, quello cio\u00e8 del Sig. Ing. Pensa che dir\u00f2 il <strong>settentrionale<\/strong>, quello del mio Progetto (con Ing. Milesi &#8211; n.d.r) suaccennato che dir\u00f2 il <strong>meridionale<\/strong> e quello dei Sig. Ing. Orsenigo e Benussi che \u00e8 una variante del mio, si scorge che tutti e tre hanno comuni il punto di partenza dalla stazione della Guzza sulla linea Como-Milano, ed il punto di arrivo o di raggruppamento in prossimit\u00e0 di Orsenigo, sia che pel tratto successivo prevalga il partito che tende a tenere la linea bassa per toccare Oggiono, sia che prevalga il partito per tenerla alta passando per Erba\u201d<\/em>.<br \/>\nLa Deputazione Provinciale assegn\u00f2, con delibera del 19 settembre 1879, al gi\u00e0 citato Ing. Giosu\u00e8 Pensa, la redazione di un progetto di approfondimento basato per\u00f2 non sulla sua proposta \u201cnord\u201d ma sulla sostanziale ripresa e rielaborazione della variante \u201csud\u201d gi\u00e0 Tatti-Milesi. Le zone pi\u00f9 a nord non si diedero immediatamente per vinte. Pervenne infatti una proposta a firma degli ing. Bigatti e Bertoglio cui venne in appoggio il Municipio di Oggiono sottoscritto da 35 sindaci ed assessori dei comuni di Oggiono, Missaglia.<br \/>\nLa parola definitiva venne presto pronunciata a Roma, dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e quindi dallo stesso Ministero, il quale con dispaccio del 24 dicembre 1881, comunicava alla Provincia: <em>\u201c\u2026 che non occorreva intrattenersi circa la linea propugnata dal Comitato d\u2019Erba, perch\u00e9 un semplice sguardo alla planimetria generale dimostra a colpo d\u2019occhio quanto essa sia, in riguardo alla lunghezza del percorso, lunga e viziosa rispetto all\u2019altra\u2026 che quindi la discussione dovea essere limitata alla sola parte discutibile, cio\u00e8 al solo tratto dalla Guzza ai pressi di Alzate \u2026 che equivalenti o pressoch\u00e9 uguali per numero si riconoscevano le popolazioni servite \u2026 ha concluso col ritenere la superiorit\u00e0 del tracciato basso, per andamento pi\u00f9 regolare\u2026\u201d<\/em>. Aveva quindi prevalso la linea della Deputazione Provinciale, e del Municipio di Cant\u00f9, la quale in effetti aveva gi\u00e0 nel cassetto la progettazione definitiva del tratto Como-Cant\u00f9-Pontenuovo (oggi Merone) fin dal 5 ottobre 1881, dalle chine del solito Ing. Pensa.<br \/>\nFinalmente nel 1888 la linea venne inaugurata. Essa nacque a scartamento ordinario, con armamento da 28 Kg\/metro: condizione che contribu\u00ec non poco alla bassa velocit\u00e0 massima consentita lungo tutta la tratta e cio\u00e8 60 Km\/h. Per la scelta del tracciato una questione apparve evidente sin da subito: la lunga, tortuosa ed acclive lontananza tra i centri abitati e le stazioni della nuova linea. Le nuove infrastrutture ferroviarie infatti, contrariamente a quanto accadeva generalmente nel resto dell\u2019Italia, non polarizzarono lo sviluppo urbanistico e territoriale e restarono marginali rispetto ai centri storici di fatto costituendo le ragioni attuali della \u201cdistanza\u201d, non solo fisica, tra il vettore ferroviario e le abitudini delle popolazioni residenti in termini di mobilit\u00e0. Questo passato ottocentesco incombe prepotente negli scenari attuali condizionando non poco la gestione del traffico viaggiatori decisamente poco consistente lungo tutta la tratta da Como fino a Molteno registrandosi invece un vivace traffico di pendolari da quest\u2019ultima localit\u00e0 fino a Lecco. Paradossale la situazione era migliore per quanto riguarda il traffico merci: dalla stazione di Albate Camerlata si originava gi\u00e0 sul finire degli Anni Venti del Novecento un intenso traffico di materiali destinati alla Cementeria di Merone e alle Ferriere di Costamasnaga. In entrambi i casi nella stazione di Albate Camerlata avvenivano, soprattutto in orario notturno, le manovre di composizione dei convogli con l\u2019ausilio di ben quattro squadre di manovratori avendo a disposizione le vaporiere del gruppo 940 fino a met\u00e0 Anni Settanta e successivamente i locomotori diesel da manovra tra cui quelli della serie 245 dislocati da Milano Greco e quelli della serie 214 unificata di cui almeno un esemplare era stabilmente presente in stazione. Si formavano convogli di non pi\u00f9 di 6\/8 carri a causa delle forti limitazioni della linea, in forte ascesa almeno fino alla stazione di Cant\u00f9, per il traino dei quali non era raro vedere impegnate fino a tre locomotive diesel della serie D343 2000 del deposito di Lecco o, negli ultimi tempi, di Cremona talvolta in composizione promiscua anche con D345 degli stessi depositi.<br \/>\nComplice la tendenza de-localizzativa e la crisi di questi anni, il servizio si \u00e8 ridotto via, via sempre pi\u00f9 fino a scomparire del tutto ai giorni nostri.<br \/>\nLa riqualificazione della linea \u00e8 caldeggiata da molte parti ed in effetti negli ultimi anni, auspice Regione Lombardia, nuovo materiale rotabile \u00e8 stato introdotto, seppure in maniera discontinua e purtroppo ultimamente sempre pi\u00f9 diradata a favore della linea sorella tra Monza e Lecco. Si tratta dei complessi automotori diesel Stadler GTW 2\/6 e GTW 4\/12, rispettivamente classificati come ATR 115 e ATR 125, comunemente noti come \u201cBesanini\u201d.<br \/>\nQuesti rotabili hanno innalzato di parecchio la qualit\u00e0 del viaggio e resa ancor pi\u00f9 netta la vetust\u00e0 dei residui convogli esercitati con le ALn 668. Salto percettivo non solo simbolico ma anche fisico, visto che spesso e volentieri i passeggeri da Como verso Lecco devono compiere la prima tratta fino a Molteno sulle anziane automotrici per poi effettuare fisicamente il trasbordo sui nuovi mezzi.<br \/>\nPer quanto riguarda le ipotesi di elettrificazione della linea, esse si devono confrontare, oltre che con la negativa congiuntura generale, anche con limiti tecnici non secondari consistenti ad esempio nella altezza piuttosto ridotta delle 9 gallerie esistenti. Lo studio specifico pi\u00f9 approfondito in tal senso \u00e8 stato promosso dalla Provincia di Lecco nel 2010. Esso propone l\u2019adozione in galleria di un sistema a catenaria rigida a ridotto ingombro sospeso all\u2019intradosso della volta.<\/p>\n<p>Roberto Ghioldi, Salvatore Bordonaro<br \/>\nSintesi dal volume \u201cBINARI PER COMO\u201d, ed. Tecnografica, 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LINEA FERROVIARIA COMO-LECCO CENNI STORICI Nel 1873 Provincia di Como finanzi\u00f2 uno \u201cStudio sulle linee ferroviarie che avrebbero potuto soddisfare i crescenti bisogni di mobilit\u00e0 della popolazione e le esigenze [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/623"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=623"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":627,"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/623\/revisions\/627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pendolari-co-lc.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}